Matta
El Meskin, dopo una lunga esperienza di vita solitaria, è diventato il
rinnovatore della vita monastica nel deserto di Wadi el Natrun in Egitto. È un
padre spirituale molto conosciuto e stimato dall'intera chiesa copta e da tutti
i cristiani presenti in Egitto. Dopo anni di vita eremitica ha inizio il suo
irradiamento, sono giunti molti discepoli e ora attorno a lui, al monastero di
S. Macario a Scete, cristiani di ogni estrazione accorrono per ascoltare il suo
insegnamento spirituale, frutto di contemplazione, di preghiera e di ascesi.
Ecco quanto afferma questo grande maestro spirituale: “Per quanto possiamo
parlarne, tutte le nostre parole a proposito della preghiera non potranno mai
eguagliare quel che l’esperienza insegna. La preghiera ha bisogno
dell’esperienza. Pregare è essenzialmente fare esperienza della Presenza
divina. Al di fuori di questa esperienza di Dio non c’è preghiera” (Matta El
Meskin, L’esperienza di Dio nella
preghiera, Qiqajon, Bose 1999, p. 371).
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (=
CCC), in concreto nella bellissima Parte IV, dedicata appunto alla preghiera,
dopo aver parlato della preghiera di Abramo e di Giacobbe, di Mosè, di Davide,
di Elia e dei profeti, si afferma: “L’evento della preghiera ci viene
pienamente rivelato nel Verbo che si è fatto carne e dimora in mezzo a noi…”
(CCC, n. 2598).
Ricordiamo,
poi, quanto afferma Origene: “Prega senza sosta colui che unisce la preghiera
ai necessari impegni e gli impegni alla preghiera. Soltanto così possiamo
mettere in pratica il precetto “Pregate sempre” (1Ts 5,17): se
consideriamo tutta l’esistenza cristiana come un’unica grande preghiera, della
quale ciò che siamo abituati a chiamare preghiera è solo una parte” (Origene, La preghiera 12,2).
La preghiera è una luce che illumina il cammino della nostra vita.
