Più volte mi è stato chiesto
perché nel tempo pasquale non si leggono testi dell’Antico Testamento. Il
criterio che ha guidato il lavoro del Coetus XI per la riforma del
Lezionario della Messa è doppio: pastorale, per promuovere “quella soave e viva
conoscenza della sacra Scrittura” di cui parla la Costituzione Sacrosanctum
Concilium, al n. 24; storico, che ha portato a tenere in considerazione le
pericopi lette nella Messa nel corso dei secoli e nelle diverse tradizioni
liturgiche. Nel nostro caso, il criterio scelto è stato quello storico, ovvero
si è cercato di mantenere la scelta delle pericopi bibliche operata nel corso
della storia delle varie tradizioni liturgiche.
La lettura degli Atti degli
Apostoli al posto della lettura dell’Antico Testamento come prima lettura nel
tempo pasquale è fondata nella tradizione occidentale (ambrosiana e ispano-visigotica
o mozarabica) nonché in quella orientale, tradizione che manifesta bene come
tutta la vita della Chiesa abbia inizio con la Pasqua.
Per approfondire, cfr. Maurizio
Barba – Elena Massimi, L’”Ordo Lectionum Missae” del Concilio Vaticano II.
Storia della redazione attraverso studi e documenti inediti del “Coetus XI”
(Bibliotheca “Ephemerides Liturgicae” “Subsidia 208), pp. 203-209.
