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domenica 23 agosto 2020

CELEBRARE BENE CONVIENE




Thomas O’Loughlin, Riti corretti. Perché celebrare bene conviene (Guide per la prassi ecclesiale 31), Queriniana, Brescia 2020. 151 pp. (€ 14,00).

Questo volume intende essere una guida all’ars celebrandi. L’Autore getta uno sguardo disincantato sulla liturgia e mette allo scoperto le incoerenze tra parole pronunciate e azioni effettuate, fra concetti espressi e ciò che viene percepito con tutti i cinque sensi. Lo stile della trattazione mi ricorda il libro di Manuel Belli (Tra dire e fare), di cui mi sono occupato in questo blog il 18 novembre del 2018.

Il Prof. O’Loughlin non si limita a denunciare le incoerenze di cui sopra, ma offre un decalogo per una celebrazione efficace: la liturgia deve essere vera, aperta, gioiosa, inclusiva, radicata nella comunità e atta a favorire la partecipazione, basata sulla creazione, fedele al modello dell’incarnazione; deve altresì prestare attenzione agli emarginati ed evitare qualsiasi confusione.

La lunga Postfazione all’edizione italiana (pp. 131-144) del liturgista-pastoralista Alberto Dal Maso, è un ottimo e appassionato commento all’opera. Dal Maso rincara la dose propinata da O’Loughlin; ne raccomando la lettura. Credo che il problema, oggi molto sentito, è come coniugare il rispetto al rito proposto dalla Chiesa e una sua celebrazione che coinvolga i fedeli e li aiuti a percepire la vicinanza di Dio che salva. A p. 31. l’Autore conclude il suo discorso sul ruolo delle rubriche con la seguente affermazione: “una liturgia può ottenere il massimo dei voti per il rispetto delle rubriche (ma lasciando il popolo di Dio indifferente), mentre ci sono liturgie che raggiungono davvero il bersaglio, pur essendo zeppe di errori rubricali”. Certamente, questo può accadere. Le rubriche devono guidare lo svolgimento della celebrazione, ma non sono una camicia di forza e non tutte hanno lo stesso valore. Interpretare il rito proposto dal libro liturgico è un’arte non facile.