Translate

domenica 10 maggio 2026

LA PREGHIERA LITURGICA

 



La Chiesa trasmette a ciascuno la lingua materna cristiana e, con essa, la preghiera che ha ricevuto dal Signore con tutto ciò che questo comporta. In questo modo si fa riferimento al rito della "traditio" o consegna al catecumeno del Padrenostro, come simbolo e compendio della preghiera della Chiesa. Questo rito ricorda che i cristiani, che hanno ricevuto lo spirito di adozione a figli, possono indirizzarsi a Dio Padre con il "noi" ecclesiale.

Autocomprendersi nel momento della preghiera come Chiesa, significa aprirsi ad un orizzonte più ampio di quello semplicemente individuale e soggettivo. Certamente, la preghiera liturgica non esige la rinuncia al proprio io, alla propria storia e originalità personali, richiede però che il credente si sappia situare in un orizzonte più ampio e in atteggiamento di apertura e di dialogo. Si può affermare che quando il soggetto si esprime con il "noi" tipico della liturgia, allora vive la dimensione completa di se stesso: solo nella comunione egli è fino in fondo se stesso autenticamente. La celebrazione cristiana, al tempo stesso che rispetta il nostro "io", ci educa a crescere nella dimensione del "noi" comunitario.