Nell’ordinazione dei
presbiteri ( editio typica altera 1990) è stato sì mantenuto il gesto
della consegna del calice e della patena, più precisamente, secondo la nuova
formulazione, del pane e del vino, ma, modificando la formula che lo
accompagna, se ne è radicalmente mutato il significato: “Ricevi le offerte del
popolo santo per il sacrificio eucaristico. Renditi conto di ciò che farai.
Imita ciò che celebrerai, conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo
Signore” (OVPD, 150). Come si può notare si passa dal linguaggio del
conferimento di un potere a quello del servizio. Ciò che si riceve non sono
tanto degli “strumenti” per l’esercizio del ministero della liturgia, simboli
del potere sul corpo sacramentale di Cristo e in relazione ad esso su quello
ecclesiale, ma le offerte del popolo santo. A sottolineare questo aspetto è
anche il linguaggio non verbale. Il vescovo consegna il pane e il vino che ha
ricevuto dai fedeli. Sono essi, infatti, che processionalmente hanno portato al
vescovo le offerte per la celebrazione dell’Eucaristia. Emerge qui la relazione
tra sacerdozio comune, proprio di ogni battezzato, e il sacerdozio
ministeriale: essi sono ordinati l’uno all’altro (LG 10). In particolare, per
il presbitero la relazione con il sacerdozio dei fedeli assume la cifra del
servizio. SC 48 afferma infatti che i fedeli offrono “la vittima senza macchia
non soltanto per le mani del sacerdote, ma insieme con lui”. Proprio questo insieme
porta l’Ordinamento Generale del Messale Romano a connotare così il
compito della presidenza del presbitero: “Pertanto, quando celebra
l’Eucaristia, deve servire Dio e il popolo con umiltà e, nel modo di
comportarsi e di pronunciare le parole divine, deve far percepire la presenza
viva di Cristo” (n. 93). Il presbitero, infatti, è segno-presenza di Colui che
raduna e al tempo stesso luogo di comunione di ogni assemblea liturgica con la
Chiesa tutta. In altre parole, è un segno esteriore della sottrazione del
Sacramento al nostro disporre e del suo carattere relativo alla Chiesa
universale.
Fonte: Angelo Lameri, “Il
conferimento del potere nei riti di ordinazione”, in Paolo Tomatis (ed.), Rito
e potere (“Caro salutis cardo” Contributi 41), CLV Edizioni
Liturgiche, Roma – Abbazia di Santa Giustina, Padova 2026, pp. 127-151 (qui pp.
149-151).





