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domenica 1 gennaio 2023

OTTO PRINCIPI PROGRAMMATICI DI RINNOVAMENTO DELL'ARCHITETTURA SACRA CONTEMPORANEA

 



- Come regola generale, l'edificio di culto è eretto secondo il duplice criterio della funzionalità liturgica e della promozione della partecipazione attiva dei fedeli (cfr. SC n. 124). Si intende quindi l'edificio sacro fondamentalmente come spazio celebrativo, in cui ad ogni funzione e ministero liturgico è tendenzialmente assegnato uno spazio diverso.

 - L'autonomia spaziale dell'altare maggiore, in modo che si possa concelebrare e celebrare versus populum, gli conferisce un indiscutibile protagnismo. La relazione dell'assemblea con l’altare è formulata in termini di "centro", introducendo così una certa idea di figura circolare per il luogo di culto.

- Nella linea di favorire la rilevanza simbolica dell'altare, gli oggetti del suo ornamento – la croce ed i candelabri – perdono importanza.  

- Si tende a ridurre il numero degli altari secondari e ad escluderli dall'aula liturgica principale, favorendo in questo modo l'unità formale della navata.

- Provocando la sconnessione simbolica tra l'altare (luogo del sacrificio) e il tabernacolo (conservazione del sacramento permanente) a beneficio del primo, e favorendo la collocazione del tabernacolo al di fuori della navata principale, la riserva eucaristica cessa di essere un elemento di riferimento per la definizione dello spazio della chiesa. L'obiettivo era quello di sottolineare il valore simbolico che altare e tabernacolo hanno in sé (nelle parole di EM n.  55, "in ragione del segno").

- Come fulcro della celebrazione della Parola di Dio, l'ambone acquisterà gradualmente importanza l’ambone unico come luogo ben visibile e stabile per la proclamazione delle letture bibliche.

- Il luogo della schola cantorum non è determinato in modo specifico. La tendenza sarà quella di collocarlo insieme al resto dei fedeli come parte della comunità, pur mantenendo una specificità spaziale in virtù della sua funzione. La questione non è completamente risolta e rimarrà aperta.

- Il criterio per la progettazione dello spazio dei fedeli nell'aula liturgica, in cui sono disposti banchi o sedie, è la buona visibilità dei riti sacri come modo per favorire la partecipazione.

 

Fonte: Fernando López-Arias, El Concilio Vaticano II y la arquitectura sagrada, pp. 301-302 (traduzione).