Vasco Brondi, Una cosa
spirituale. Non fare niente e altre forme d’arte (Vele 269), Giulio Einaudi
editore, Torino 2026. 160 pp. (€ 13,00).
Una cosa spirituale è
un viaggio tra terreno e ultraterreno, una visione su come fare arte ai tempi
del materialismo. Vasco Brondi ci racconta la sua esperienza con la creatività,
i momenti in cui ha sentito che il flusso creativo non scorreva piú e i momenti
in cui l'ha ritrovato. Esplora e mette in relazione le esperienze e le pratiche
creative e spirituali di grandi artisti e di grandi mistici e tradizioni
contemplative: Nick Cave e i sufi, le cartomanti e Federico Fellini, i padri
del deserto e i CCCP, Marina Abramovic e i monaci tibetani, i sadhu e
David Lynch, Simone Weil e il regno dei cieli. Per scoprire e lasciarsi
ispirare dai processi creativi di registi, musicisti, scrittori, artisti visivi
e dal loro rapporto con l'invisibile. Vasco Brondi, che con le sue canzoni è
arrivato a tanti, ci suggerisce che l'arte, in quest'epoca materialista, non è
solo intrattenimento ma può metterci in contatto con le magie e i misteri del
nostro transito terrestre. In questo senso la creatività è una cosa spirituale.
(Quarta di copertina)
