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domenica 11 ottobre 2026

RINUNCIARE PER SCEGLIERE

 



 

La Chiesa dei nostri giorni è giustamente proiettata a vari livelli e su molti fronti nell’elaborare nuove scelte per fare spazio a nuovi scenari di vita ad intra e di testimonianza ad extra. La significativa sfida del cammino sinodale lanciato da papa Francesco è l’estremo tentativo di una ricezione dal basso di tutte le sue provocazioni magisteriali con cui ha stimolato – dall’alto – la vita della Chiesa. Indubbiamente è una grande scommessa e un processo di discernimento a dir poco entusiasmante.

Nondimeno, ha volte si ha l’impressione di una gran voglia di compiere scelte nuove e di arrischiare cammini inediti – urgentemente necessari – senza mettere in conto l’inevitabile rinuncia. Senza una concreta disponibilità a saper rinunciare, nulla di seriamente nuovo potrà davvero accadere nella Chiesa e per la Chiesa. La lex orandi – strettamente legata alla lex credendi e alla lex vivendi – ci ricorda nel solenne momento delle promesse battesimali dei catecumeni e della comunità che li rinnova, celebrando la Veglia pasquale, un principio basilare: non si può dire “Credo” senza aver avuto il coraggio e la lucidità di dire “Rinuncio”. La forma rituale conserva e trasmette la forma vitale perché si possa procedere nella propria fedeltà discepolare senza smarrirsi, ma pure senza illudersi: la rinuncia è premessa ineludibile per mettersi in un cammino di novità di vita.  

 

Fonte: Fratel MichaelDavide, La Chiesa che morirà. L’arte di raccogliere i frammenti per impastare nuovo pane, San Paolo, Cinisello Balsamo 202, pp. 38-39.