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domenica 8 novembre 2026

TEOLOGIA MORALE E LITURGIA

 



 

ANDREA GRILLO – MATTEO MARTINO, Teologia Morale e Liturgia (Nuovo corso di teologia morale 6), Queriniana,Brescia 2026. 311 pp. (25,00 €)

 

Perché ciò che si celebra all’altare dovrebbe a che fare con ciò che si decide nella vita? E che cosa resta di quel legame quando i riti che scandiscono davvero le nostre settimane sono altri? Si può essere buoni cristiani senza mettere piedi in chiesa? E allinverso, che cosa cambia nella vita di chi celebra? Dietro queste domande “da catechismo” si cela uno dei crocevia più caldi della teologia contemporanea.

La teologia latina ha oscillato a lungo fra due riduzioni speculari: il culto ricondotto all’etica, l’etica ricondotta al culto. Grillo e Martino rompono l’alternativa assumendo la categoria di “cooriginarietà” (E. Jungel): vita quotidiana e azione rituale sono entrambe culto, ma la liturgia non è un mezzo al servizio della condotta morale, bensì è un’interruzione della comunicazione ordinaria – e proprio per questo è originaria.

Il libro ricostruisce il dibattito postconciliare da entrambi i versanti – Häring, Piana, Angelini, Chauvet, Lacoste, Bonaccorso, Hameline – , ne cerca il fondamento nella Scrittura e nella tradizione liturgico-sacramentale, e mette poi la tesi alla prova su tre soglie: l’iniziazione cristiana e il paradosso dello sbattezzo, l’esperienza della malattia e della cura, la responsabilità per la casa comune.

Ne esce una tesi antropologica netta: la libertà non la si dimostra, ma la si riceve. E il rito è il luogo in cui l’essere umano fa memoria di non essere né il proprio inizio né al proprio inizio.

(risvolto)