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domenica 23 ottobre 2022

LA CENTRALITA’ DELL’ALTARE

 



 

Ogni epoca ha costruito le chiese e ha disposto i diversi spazi celebrativi secondo criteri che riflettono una determinata visione teologica dell’Eucaristia. Cito in seguito due esempi.

  

Chiesa dei Santi Claudio e Andrea dei Borgognoni (Roma)

Sul posto di un piccolo oratorio, costituito da una piccola stanza, distrutto nel 1726, tra il 1728 e il 1731 fu costruita l’attuale chiesa più grande. Dal 1886 è stata affidata al Padri Sacramentini, che vi tengono la “adorazione solenne” dell’Eucaristia. Sull’altare maggiore una scultura in bronzo raffigurante il Globo terrestre fa da trono all’esposizione solenne dell’Eucaristia all’interno di una enorme raggiera dorata. 

Nell’epoca del barocco, l’altare diventa una specie di pedana, sulla quale poggia o si erge una struttura chiamata retablo, ancona o pala d’altare. In queste chiese non emerge l’altare come “centro dell’azione di grazie che si compie con l’Eucaristia” (Ordinamento generale del Messale Romano  296, cf. 299).


 




Basilica di San Lorenzo in Lucina (Roma)

La basilica sorse nel secolo IV, secondo la tradizione, sulla residenza dell’omonima matrona romana che avrebbe messo la sua abitazione a disposizione della comunità cristiana. Della lunga storia di questo tempio, a noi interessa notare che tra il 1620 e il 1650 circa, le antiche navate laterali sono state trasformate in tante cappelle cedute in juspatronato ad illustri famiglie. La moltiplicazione di cappelle con i loro altari toglie importanza all’altare centrale che è chiamato altare “maggiore”. Idealmente, in ogni chiesa ci dovrebbe essere un solo altare “che significhi alla comunità dei fedeli l’unico Cristo e l’unica Eucaristia della Chiesa” (Ordinamento generale del Messale Romano 303).

 





Cappella di san Carlo Borromeo