Il Vangelo va annunciato ai
mondi reali che sono i vissuti concreti delle persone concrete così come sono.
Ci si pone quindi nella posizione opposta a quella difesa dal cardinal
Ottaviani davanti alla minaccia del pericoloso “andazzo” del Concilio Vaticano
II: Quod non est in codice non est in mundo / ciò che non si trova nel
codice non esiste nel mondo. Al contrario, tutto ciò che troviamo nel vissuto
delle persone dovrà, prima o poi, entrare e non solo essere tollerato, ma
persino codificato.
Non c’è nessun mondo, e nessun
modo di stare al mondo che non sia capace di Vangelo.
Fonte: Fratel MichaelDavide, La
Chiesa che morirà. L’arte di raccogliere i frammenti per impastare nuovo pane,
San Paolo, Cinisello Balsamo 202, p. 60.
