Paolo Tomatis (ed.), Rito e
potere (“Caro salutis cardo” Contributi 41), CLV Edizioni
Liturgiche, Roma – Abbazia di Santa Giustina, Padova 2026. 274 pp. (€ 35,00).
La relazione tra rito e potere
è al contempo naturale e problematica. Naturale, perché – come ogni pratica
sociale – anche il rito mette in scena il potere e ha un suo potere di azione e
trasformazione. Problematica, perché – pensando al rito cristiano – occorre
riconoscere il rischio che il rito diventi luogo di dominazione e di controllo,
anziché di servizio e di perdita di controllo, così che sia Dio e non l’uomo a
esercitare il suo singolare potere di grazia e di comunione. Con il suo
consueto approccio di tipo antropologico e pastorale, la riflessione
dell’Istituto di Liturgia pastorale di Santa Giustina offre il proprio
contributo ad un tema che si mostra di particolare attualità. In questo tempo
segnato dal cammino della Chiesa sulla sinodalità e sulla lotta contro gli
abusi.
(Quarta di copertina)
Introduzione (Paolo Tomatis)
I rapporti tra rito e potere
in una prospettiva antropologica (Pietro Scardelli)
Il potere nelle ritualità non
religiose (Roberto Marchisio)
“Quod solus possi tuti
imperialibus insignis” (Riccardo Saccenti)
Confessione, potere, controllo
sociale (Elena Massimi)
Il conferimento del potere nei
riti di ordinazione (Angelo Lameri)
Rito, potere e servizio in Gv
13,1-20 (Stefano Romanello)
Potere del rito, potere sul
rito. La questione dell’autorità indivisa, ma differenziata (Andrea Grillo)
Pratiche di condivisione del
potere liturgico (Paolo Tomatis)
Presidenza e assemblea. Forme
di potere? (Luigi Gerardi)
