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domenica 26 aprile 2020

L’OSSERVANZA DEI RITI




Il Libro dei riti (Lifi), attribuito a Confucio, è uno dei Cinque classici cinesi. Si tratta di una raccolta di quelle norme di  comportamento (sia rituale sia di condotta quotidiana e di etichetta) che il confucianesimo considerava essenziali per mettere l'azione umana in armonia con l'ordine universale.

Gian Antonio Stella, in un intervento pubblicato sul Corriere della Sera il 19 di questo mese dal titolo “Perché per noi è fondamentale l’addio ai defunti”, riporta un brano di questo famoso libro di Confucio: “un pappagallo può imparare a parlare, ma resterà comunque un uccello. Una scimmia può imparare a parlare, ma resterà comunque una bestia priva di ragione. L’uomo che non si attiene ai riti, benché possieda la favella, ha il cuore di un essere privo di ragione. (…) Così i grandi saggi apparsi nel mondo hanno formulato le norme di condotta per ammaestrare gli uomini e per consentir loro di distinguersi dalle bestie tramite l’osservanza dei riti”.

Forse possiamo fare tesoro di questo antichissimo insegnamento sia per rispettare le norme di comportamento quotidiano sia per rispettare la normativa rituale dei libri liturgici.