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domenica 1 marzo 2026

L’OBBEDIENZA AL’ORDO

 



 

Nella celebrazione liturgica, l’obbedienza all’Ordo custodisce la relazione comunionale tra i fedeli partecipanti. Osservando disciplinatamente l’Ordo non mettiamo davanti le nostre opere, la nostra volontà, ma dischiudiamo uno spazio al farsi presente e sperimentabile del Mistero: “La forma rituale è insostituibile proprio perché ha come nota qualificante la sospensione dell’agire a partire da se stessi. In forza di tale interruzione si crea un posto per l’agire di Colui che proviene dall’Alto e si libera lo spazio per la presenza attiva di altri oltre a noi stessi”.

Quanto questo sia salutare per trovare vie pratiche per camminare insieme, per vivere la sinodalità, per la partecipazione di tutti alla missione evangelizzatrice della Chiesa, è evidente da sé.


Fonte: Elena Massimi, Liturgia e sinodalità. La celebrazione cristiana: fonte e culmine della Chiesa sinodale (Dinamiche), Queriniana, Brescia 2025, p. 42. Il testo tra virgolette, l’autrice lo prende da uno studio di G. Basani, La liturgia forma la comunità ed è forma della comunità.