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domenica 26 settembre 2021

ERASMO E LA DIETA DI MAGRO

 



 

Il celebre umanista Erasmo di Rotterdam (1467-1536), in generale per niente tenero nel commentare e giudicare molte delle regole comportamentali del cristianesimo, condannò con fermezza anche la dieta di magro. A suo parere, essa andava a complicare la vita dei meno abbienti e non aveva alcun rilievo sulle mense dei ricchi, ai quali anzi forniva l’occasione per sperimentare nuovi manicaretti e scoprire sconosciuti piaceri della tavola. Erasmo godeva di una dispensa che gli consentiva di mangiare carne per ragioni di salute. A questo proposito compose un pamphlet sulla logica delle proibizioni alimentari, destinandolo al vescovo di Basilea. L’umanista si chiedeva se davvero avesse senso insistere nell’osservanza delle regole quaresimali, alla luce dell’elevato numero di libri di ricette dedicati ai giorni di digiuno circolanti nelle cucine italiane, francesi e spagnole. Si rispondeva di no poiché questo insistere nelle prelibatezze solo apparentemente magre era un segno reale di decadenza morale. Erano altre le cose a cui pensare! (Claudio Ferlan, Venerdì pesce. Digiuno e cristianesimo, Il Mulino, Bologna 2021, 99-100).

 

Nel messaggio quaresimale 2019 di papa Francesco il richiamo al digiuno fu solo simbolico (“Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di ‘divorare’ tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore), mentre in quello del 2020 manca qualsiasi riferimento all’alimentazione.