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domenica 20 settembre 2026

OMELIA A TEMA?

 



 

L’omelia deve avere un particolare rapporto con la parola di Dio proclamata nel corso della celebrazione, deve in qualche modo prendere le mossa da essa o/e da altri testi dell’Ordinario o del Proprio della Messa del giorno; l’omelia deve svolgersi avendo presente che nel corso dell’Anno liturgico vengono presentati i diversi misteri della fede e le norme della vita cristiana; questi misteri della fede e norme della vita cristiana, però, essendo presentati soprattutto dal testo sacro, è a partire dai testi biblici ed eucologici che vengono ripresi e proposti nell’omelia; in ogni caso, fonte primaria dell’omelia rimane sempre il Lezionario, che può essere considerato giustamente “uno strumento pedagogico per incrementare la catechesi” (OLM, n. 61); l’omelia però non può essere dettata dal bisogno di fare catechesi, ma deve cogliere la linea storico – salvifica propria del Lezionario; è in questo modo che nell’omelia possono essere trattati tutti i grandi temi della fede. Infatti, il Lezionario basta per esplicitare la totalità del mistero di Cristo

         

A scanso di equivoci, la suddetta tematica, pur entrando a formar parte dell’omelia, non ne deve stravolgere la natura. D’altra parte, come afferma SC, n. 9, la liturgia non esaurisce tutta l’azione della Chiesa. C’è un prima: l’annuncio del messaggio della salvezza ai non credenti, e c’è poi l’impegno costante di predicazione che dispone i credenti alla celebrazione dei sacramenti e insegna loro ad osservare tutto ciò che Cristo ha comandato. Conseguentemente l’omelia non esaurisce tutte le forme di predicazione.

 

L’omelia è un discorso piano e familiare con il quale il ministro che presiede la celebrazione si rivolge all’assemblea perché accolga fruttuosamente la Parola proclamata, abbia a partecipare consapevolmente all’evento salvifico celebrato, comprendendone i doni e gli impegni, porti il tutto nel vissuto quotidiano e dia frutti di vita santa.