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domenica 27 settembre 2026

SACRAMENTO DELLA PENITENZA E POTERE

 



Il sacramento della penitenza è stato un “mezzo” per il controllo sociale e strumento di potere in modo particolare quando è divenuto confessione. Certamente il contesto storico si è dimostrato determinante; alla Chiesa apparteneva un certo potere temporale.

Oggi quale potere può esercitare il sacramento? Ormai è terminato il tempo in cui il cristianesimo esercitava una importante influenza sulle istituzioni sociali e sui comportamenti individuali. In tale contesto, dove l’autorità del ministro è fortemente ridotta. Tenendo anche in considerazione come oggi il “vero confessore” è lo psicologo, al quale molti confidano i “segreti” più profondi.

Però, in alcune forme di vita comunitaria, spesso di nuova fondazione e femminili, guidate da leader piuttosto carismatici, si constatano casi di abuso spirituale (non necessariamente nel sacramento della penitenza).

Uno degli ambiti nel quale, in alcuni casi, si verificano l’abuso spirituale e forme di potere, è quello legato al rapporto di subordinazione tra chierici/religiosi e religiose, con conseguenze negative sul piano della libertà, dell’autonomia di giudizio, della percezione della volontà e del volto di Dio, della dignità della donna, della formazione della coscienza, dell’assunzione di responsabilità (professionali o pastorali) ecc. tutte conseguenze di notevole gravità, fino ad arrivare e veri e propri abusi spirituali. In tali contesti il sacramento della penitenza può rappresentare un luogo di abuso e potere, scadendo in forma quali il “capitolo delle colpe”, che vede la confessione dei propri peccati a voce alta, oppure si vede violato il sigillo confessionale.

Quindi, si potrebbe concludere che oggi, in un contesto dove l’istituzione e l’autorità sono poco significative, difficilmente il sacramento della penitenza diviene mezzo per il controllo sociale e strumento di potere, tranne che in quei contesti comunitari “chiusi” ove sono già presenti forme di abuso.

 

Fonte: Elena Massimi, “Confessione, potere, controllo sociale”, in Paolo Tomatis (ed.), Rito e potere (“Caro salutis cardo” Contributi 41), CLV Edizioni Liturgiche, Roma – Abbazia di Santa Giustina, Padova 2026, pp. 83-126 (qui pp. 124-126). Si tratta di una sintesi del testo originale.